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Continua il botta e risposta tra MIGEP e FNOPI, che non ha ragion d’esistere. Chi c’è dietro a questa inutile guerriglia tra Operatori Socio Sanitari e Infermieri?

di Angelo Riky Del Vecchio (*)

Nel botta e risposta tra MIGEP, in rappresentanza di un gruppo indefinito di Operatori Socio Sanitari, e della FNOPI, in rappresentanza di circa 445.000 Infermieri, Infermieri Pediatrici e Infermieri Militari, potrebbero esserci alcuni Ordini infermieristici provinciali, avversi alla presidente Barbara Mangiacavalli.

Insomma, potrebbe esserci, ma non ne possiamo essere sicuri, la solita lotta tra Infermieri per la conquista della Federazione Nazionale dietro la diatriba che vede antagonisti Angelo Minghetti, presidente MIGEP, e l’Ente infermieristico. Non si spiegherebbe altrimenti l’atteggiamento dell’associazione degli OSS, che si sarebbe contraddetta più volte, almeno stando a quello che qui appresso riferisce la Federazione Nazionale Ordini delle Professioni Infermieristiche.

Oggetto del contendere è la bozza della proposta di riforma della formazione degli OSS, da presentare alla Commissione Salute della Conferenza Stato Regioni.

Nessuno mette in dubbio la bontà e la buona fede della rappresentanza MIGEP, ma è pur vero che la recente vicinanza ad esso di alcuni presidenti OPI (che stranamente si stanno occupando anche privatamente di OSS), potrebbero aver influenzato il pensiero e la linea politico-programmatica del già citato sodalizio che raccoglie tanti iscritti OSS.

Forse ci sbaglieremo, ma siamo convinti che c’è qualcosa che stride in questa storia.

E non è tutto, Minghetti, continua a non voler riconoscere le altre organizzazioni degli Operatori Socio Sanitari, che nel frattempo hanno ottenuto il riconoscimento della FNOPI e che continuano a progettare con gli Infermieri il futuro di quella che sarà la Professione dell’OSS.

In un momento storico così importante per gli Operatori Socio Sanitari, che per la prima volta sono stati inseriti in un contesto decisionale ed assistenziale che conta, continuare a creare confusione serve a pochi.

Il MIGEP oggi è di fronte ad una scelta:

  1. rompere le trattative con la FNOPI e rimanere isolato (tanto la Federazione andrà avanti ugualmente);
  2. ritrovare la serenità iniziale e ripartire con un confronto pacato e propositivo con gli Infermieri.

E ciò nell’interesse esclusivo dei circa 350.000 Operatori Socio Sanitari operanti in Italia, che sono stanti di diatribe e che chiedono veri riconoscimenti.

Il tavolo tecnico con FNOPI potrebbe essere il preludio alla creazione di una Federazione Nazionale degli Operatori Socio Sanitari, che farebbe bene alla categoria e al cittadino-assistito, su cui ci sarebbe l’ampio consenso del Ministero della Salute e del Ministero dell’Università e della Ricerca. Di questo ne abbiamo parlato ampiamente anche in passato.

Nelle scorse settimane abbiamo chiesto più volte a Minghetti e ad altri esponenti della loro organizzazione di essere intervistati su questi argomenti, ma abbiamo ricevuto solo inspiegabili rifiuti e addirittura fragorosi rimbrotti. Pertanto ne approfittiamo per ricordare agli interessati che AssoCareNews.it è a disposizione di tutti, anche del MIGEP, e che continuerà a dare spazio e visibilità a tutte le organizzazioni che si occupano a livello nazionale e locale di OSS e di figure di supporto all’Infermiere e ai sanitari in genere.

La riposta della FNOPI alla prima sollecitazione del MIGEP, firmata dalla Direttrice Stefania Gastaldi.

(…) Facendo seguito alla vostra nota del 1° marzo u.s. non riusciamo a comprendere la preoccupazione così vigorosamente da Voi espressa, né a comprendere i motivi della divulgazione a mezzo stampa dei contenuti della nota stessa, facendo essa riferimento a documentazione condivisa finora in bozza e con la dicitura “non divulgabile” in evidenza su ogni pagina.

Portare avanti una interlocuzione di alto profilo significa anche rispettare “le regole del gioco”, nell’interesse dei Vostri e dei nostri iscritti, ma, soprattutto, a beneficio di cittadini e pazienti, destinatari indiretti, ma di primaria importanza, del processo evolutivo e riformatore che da mesi la nostra Federazione sta portando avanti coinvolgendo tutte le associazioni e le sigle rappresentative degli operatori sociosanitari in Italia. Non riteniamo di aver compiuto nessun errore, né di aver indotto (“fatto firmare” si legge addirittura nella Vostra nota) alcuno a siglare alcunché sminuendo o comprimendo la discussione di tutti i documenti in esame.

Il protocollo trasmessoVi in data 25/02/2022 reca la firma autografa, oltre che dei rappresentanti della FNOPI, dei rappresentanti di FIOSS, IO SONO OSS, UNITOSS presenti al tavolo del 24/02/2022; tavolo a cui ha costruttivamente partecipato in videoconferenza, come da Voi richiesto, il delegato MIGEP indicato: Mario Lippolis (Minghetti non poteva partecipare a quanto pare perché non è un OSS, ma un Infermiere Generico – NDR).

Non potendo, a distanza, recepire la firma in calce, abbiamo inviato l’indomani alla Vostra attenzione il protocollo sottoscritto e approvato per una mera ratifica.

Non si è trattato di una “tavola rotonda” (per citare ancora la Vostra nota del 01/03/2022), ma di un incontro istituzionale a tutti gli effetti, convocato con congruo anticipo (il 10/02/2022 per il successivo 24 febbraio) e in piena trasparenza circa i contenuti e i soggetti coinvolti. Peraltro, dando immediato riscontro a quanto richiesto da MIGEP stesso alla FNOPI con Vostra nota del 1° febbraio u.s., ove si leggeva: “Riteniamo non più tergiversare, ma di definire il documento che identifichi la nuova formazione da presentare alla Commissione Salute della Conferenza Stato Regioni”.

Venendo ai contenuti del protocollo, premesso che nessun testo di accordo è per sua natura perfetto e non emendabile, ci preme segnalare – e siamo noi sottoscrittori preoccupati su questo punto dal vostro atteggiamento! – che le numerose proposte di riscrittura, così come l’elenco di tutte le supposte manchevolezze del testo finora sottoscritto, MAI erano finora state evidenziate così compitamente alla scrivente Federazione, né tantomeno messe a verbale nell’ultimo o nei precedenti incontri ufficiali via web tenuti dal gruppo di lavoro. Sicuramente, non sono rinvenibili nella Vostra ultima nota ufficiale del 29/12/2021 (a firma, per il Comitato di Valutazione Tecnica MIGEP, di Matteo Giacchetta e Antonio Squarcella).

Nota che è stata presa ampiamente in considerazione, unitamente a quelle presentate dagli altri soggetti coinvolti, per la stesura del protocollo. Al di là delle mere questioni di forma, certamente superabili nell’ottica di un bene comune cui mirare tutti insieme, resta dunque forte il rammarico per le modalità e il tono esplicitato a valle di un lungo percorso che ci ha visto lavorare per mesi fianco a fianco. Il documento siglato è rispondente in massima parte con il precedente già firmato da MIGEP con FNOPI.

Questo rende il Vostro atteggiamento ancora più incomprensibile, e, all’apparenza, funzionale nell’immediato solo al tentativo di “far saltare il tavolo” e ad allungare ulteriormente i tempi di un accordo sul necessario (a detta di tutti!) “riordino del profilo dell’OSS, smentendo quanto MIGEP ci scriveva appena poche settimane fa (nella già citata nota del 01/02/2022): “intende dare risposte concrete e serie alla figura dell’operatore sociosanitario che, da due anni, pur in momenti drammatici e delicati, ha garantito servizi assistenziali di qualità a tutti i cittadini”.

Ci auguriamo di aver risposto ai dubbi e alle perplessità da Voi sollevati e restiamo in attesa di un Vostro riscontro a riguardo, per poter proseguire lungo il percorso finora tracciato.

Distinti saluti.

Dott. Stefania Gastaldi
Direttrice FNOPI

La lettera di ieri del MIGEP alla FNOPI.

Facendo seguito alla vostra nota del 10 marzo u.s. si vuole sottolineare che l’operatore socio sanitario non è più una professione da considerare inferiore; in egual misura vanno riconfermate e riconosciute tutte quelle professioni sanitarie (Inf generici, puericultrici, ecc.) che sono state emarginate anche dal vostro ordine. Mai dimenticare la storia del sistema salute.

Il nostro obiettivo, nel rappresentare le professioni sanitarie di cui sopra, consiste nel dare risposte alle richieste della categoria, a differenza delle associazioni da voi convocate per evidenti limiti nell’elaborare una proposta credibile.

Il problema non è l’apoteosi della professione infermieristica, ma è quello di lasciare una professione senza un futuro credibile, con una proposta che va a restringere la crescita professionale dell’OSS, ecco perché il nostro rappresentante non ha mai dato l’ok alla firma, ma ha chiesto un’ulteriore verifica approfondita.

Il fatto che molte figure da Voi emarginate perdono costantemente la loro dignità professionale, è solamente perché non sono stati e non saranno in grado di dare risposte concrete, di interloquire in modo profondo, poiché hanno sempre avuto il veto da parte Vostra attraverso le istituzioni politiche.

Se queste associazioni OSS fossero state lungimiranti, non avrebbero mai firmato un accordo al ribasso e che non accoglie tutte le nostre proposte migliorative, venendo a mancare da costoro un lavoro di squadra.

Non si può dire che la Fnopi sia una istituzione grandiosa, unica al mondo ad avere in tasca la soluzione e soprattutto la sola ad avere libertà di espressione. La libertà c’è nell’espressione di questa professione OSS che nella loro ingenuità mettono avanti le loro criticità e chiedono la loro evoluzione.

Non è di certo colpa nostra se su questo tavolo si trovano associazioni OSS sconosciute ai più ed incapaci di analizzare e riflettere prima di dare il proprio consenso alla bozza da voi elaborata.

Ci domandiamo con quale criterio e con quale finalità sono state scelte queste associazioni fra le tante associazioni OSS esistenti?

Quando ci chiedete di cosa stiamo parlando, noi rispondiamo che non abbiamo ancora capito di cosa state parlando Voi. I tavoli istituzionali si fanno con una Federazione OSS di natura statutaria federativa di 2 livello che sappia rappresentare la categoria e non attraverso associazioni OSS regionali di cui non si conoscono le credenziali.

Qui si parla di un ritardo di storia, e non “di regole del gioco”, e non giustifica la vostra azione nel aver fatto sottoscrivere un protocollo senza un’ulteriore verifica e miglioramento portando a bloccare qualsiasi miglioria. Inoltre, la stessa bozza, e la vostra nota del 25 febbraio non indica la dicitura “emendabile” come avete scritto nella nota del 10 marzo u.s., divenendo, di fatto, una bozza d’intesa in tutte le sue parti e non più una bozza “non divulgabile”, o “emendabile”, quindi non modificabile.

Siamo preoccupati, in quanto non viene dato nessun beneficio alla categoria e ai cittadini, occorre rimodulare la proposta. Le proposte di riscrittura sui punti da Voi cancellati sono stati presentati attraverso un primo documento base del 29 dicembre 2021, permettendo in questo modo un equilibrio. Il forte rammarico e quando abbiamo rilevato, che non sono stati presi in considerazione tutti i punti necessari per l’evoluzione della figura dell’OSS, è non c’è stata lungimiranza da parte di queste associazioni, portando la nostra Federazione a evidenziare in modo dettagliato quanto ancora manca nel documento per rendere evolutiva non solamente la professione dell’OSS, ma soprattutto per una evoluzione dell’assistenza verso tutti i cittadini.

Si legge nella Vostra nota del 10 marzo; “che ci ha visti per mesi fianco a fianco al documento rispondente a quello elaborato tra Migep e fnopi precedentemente firmato”, è vero, ci ha visti a fianco a fianco attraverso un gruppo di lavoro Fnopi e Migep, ma, non siamo riusciti a proseguire e a sottoscriverlo perché vi siete fermati per via delle contestazioni da parte di alcune associazioni OSS. E’ stato eliminato il nostro logo dal documento, avete rivendicato in modo forte la paternità della bozza, se fosse vero quello che affermate non c’era bisogno di formulare un nuovo tavolo allargando ad altre associazioni, che in tre incontri non ha definito una reale sintesi del documento. Il 24 febbraio è stato la prima sintesi di confronto reale sui punti, negando la possibilità di un’ulteriore incontro poiché sottoscritta nella stessa data.

Oggi come Federazione Migep lottiamo per il giusto e per motivi morali, combattiamo leggi che non fanno il bene di una professione, ci sacrifichiamo costantemente per la categoria, chiedendo cose concrete senza essere “spocchiosi”.

Abbiamo creato novità, fatto riflettere, cerchiamo di puntare sempre sul giusto per questa professione, agiamo come federazione OSS, aspiriamo ad un miglioramento intellettuale di una professione, la esaltiamo, e pertanto non ci sentiamo inferiori, non ci identifichiamo nella figura infermieristica, e siamo orgogliosi di essere OSS.

Tutto questo è stato possibile perché la categoria è informata, non viviamo nell‘era della “carboneria”, siamo una grande professione, professione che cerca rispetto, chiarezza.

Per risolvere il problema si deve riconoscere che c’è una bozza da ampliare e modificare sui punti da noi evidenziati per renderla una base di partenza giusta.

Come federazione Migep non smentiamo su quanto abbiamo evidenziato nelle varie comunicazioni dove si intende dare risposte concrete e serie alla figura dell’operatore socio sanitario cercando di portare a termine il documento migliorandolo. Ancora oggi lo rivendichiamo fortemente, ma attraverso i principi che abbiamo evidenziato.

Le incomprensioni che sono emerse fra la nostra federazione e il Vostro ordine, sono certamente superabili purché ci sia la volontà di ascolto senza pregiudizi.

Ci auguriamo di aver risposto alle perplessità e dubbi sollevati nella Vostra nota e restiamo in attesa di accoglimento di tutti i punti evidenziati per migliorare la bozza, come affermato dopo due anni, il documento deve essere ampliato poiché vecchio.

La responsabilità nell’interloquire riconoscendo tutti i punti da noi evidenziati permetterebbero di avere un documento moderno che porterebbe ad analizzare con ampio raggio la sintesi sulla nuova formazione dell’OSS in un confronto con le istituzioni, e non a sostegno del documento della conferenza stato regioni che è peggiorativo.

Se questo percorso tracciato non permette ad arrivare a un documento che dia indirizzi di partenza, poiché essendo siglato in tutte le pagine, ci domandiamo come potrà essere migliorato?

Si vuole precisare inoltre, che il Migep, come da statuto, è una Federazione Nazionale e non un’associazione e, pertanto, l’eventuale sottoscrizione del documento necessita di una correzione poiché, in caso contrario, il soggetto firmatario sarebbe diverso da quello effettivo, e se questa traccia non sarà possibile nel riformulare il tavolo com’era in precedenza Fnopi e Migep integrando la nostra giusta denominazione e i punti evidenziati il 1 marzo u.s., di certo non saremo noi a far “saltare il tavolo” poiché è già saltato attraverso la sottoscrizione di una bozza incompleta.

In questa fase delicata e per fronteggiare il disagio venutesi a creare, ed eventualmente in assenza di un proseguimento dei lavori, e in assenza di equilibri della bozza, come Federazione Migep OSS potremo allegare le memorie in merito al protocollo d’intesa con la nostra firma in riserva, poiché riteniamo che un documento nuovo, moderno, crei l’equilibrio nella formazione costruendo una professione migliore.

Bisogna ragionare sulla relazionalità, serve questa proposta d’intesa così com’è alla figura dell’OSS?

Bisogna rimanere fermi sulla relazionalità se vogliamo costruire qualcosa d’importante. Se dobbiamo fare un discorso di coscienza morale o sensi di colpa perché non si raggiunge la relazionalità per questa figura, noi non ci sentiamo in colpa, la responsabilità politica ricadrebbe sulla fnopi e su queste associazioni che hanno indotto la categoria a credere che attraverso questa bozza si possono raggiungere gli obiettivi universali per migliorare la professione.

Angelo Minghetti
Presidente MIGEP

(*) Direttore quotidiano sanitario nazionale AssoCareNews.it

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